
Prova a rispondere a questa domanda: a quale delle 2 figure rappresentate ti viene da associare la parola Takete e a quale la parola Maluma?
É molto probabile che la risposta associ Takete alla lettera a e Maluma alla lettera b.
Questo esperimento sul fonosimbolismo, il legame tra forme e suoni, venne condotto nel nel 1929 da Wolfgang Köhler e nella maggior parte dei casi Takete viene associata alla figura spigolosa (a) e Maluma alla figura con forma più morbida (b).
Ogni parola viene recepita dal cervello come un’immagine, a cui successivamente viene associato un significato.
Ulteriori studi condotti in diverse lingue con parole di fantasia, hanno dato gli stessi risultati. La cosa che rimane ancora abbastanza misteriosa è il processo percettivo che determina questi risultati, non è chiaro se la cosa avvenga in modo più o meno automatico.
Uno studio più recente sull’utilizzo del fonosimbolismo applicato ai nomi dei brand dimostra che la struttura fonetica di un nome influenza la percezione di un prodotto da parte del consumatore.
Un aspetto molto interessante è che le vocali, in tutti i linguaggi, sono ordinate in una sorta di gerarchia fonetica (a, e, i, o, u) che corrisponde alla posizione (da in alto su davanti al basso nel retro) e curvatura della lingua quando emettiamo il suono.
Le immagini sonore nel futurismo
E con l’arte entrano in gioco anche le emozioni legate a forme e suoni.
Ci sono tantissime tantissime opere che potremmo definire sonore. In particolare nel futurismo, grazie all’invenzione di Filippo Tommaso Marinetti, la parola diviene libera dalle regole sintattiche e diventa arte visiva esplorando il legame forma / suono / emozione.

Ci sono domande e domande, interrogativi e interrogativi, questioni e questioni. Non possono essere tenuti tutti sospesi nello spazio anisotropo dell’incertezza dallo stesso segno, dallo stesso carattere. Ogni domanda esige un suo specifico, appropriato e… su misura, punto interrogativo. Noi studiamo la forma che deve avere tale punto interrogativo per trasformare un banale flatus vocis in una mobilitazione del cervello.
Manfredo Massironi, L’Osteria dei Dadi Truccati
Per la Voce
Un altro capolavoro dell’arte tipografica è il piccolo libro Per la Voce in cui 13 poesie di Majakovskij sono impaginate e illustrate da El Lisitskij. Nella pagina di sinistra è stampata un’immagine che illustra il testo riportato nella pagina di destra.

Il piacere è una dimensione psicologica che si accompagna a momenti ed esperienze della nostra vita, fra cui non ultime quelle che riguardano l’arte.
Manfredo Massironi