
Ogni artista esprime le proprie emozioni e il proprio mondo interiore nel modo che ritiene migliore. Soprattutto per quanto riguarda l’arte mi piace imparare e conoscere quello che si cela dietro un’opera.
Sara Malini
In questa intervista conosciamo meglio Sara Malini e i suoi ritratti ad alto tasso Rock che non passano certo inosservati.
Ciao Sara, come è avvenuto il tuo incontro con l’arte?
Ciao Michela!
Le arti visive mi hanno sempre affascinato, fin da bambina. A scuola, le materie legate alla creatività sono sempre state tra le mie preferite e nel tempo libero ho sempre amato disegnare soprattutto ritratti.
Ho intrapreso studi di grafica pubblicitaria per poi continuare durante l’università lo studio della comunicazione in tutte le sue forme. Alla fine sono approdata nel mondo dell’editoria: anche per immaginare e progettare un libro serve una buona dose di inventiva!
Purtroppo sia gli impegni universitari che quelli lavorativi mi hanno allontanato per parecchi anni dal disegno.
Poi è arrivata la pandemia e il primo lockdown nel marzo 2020: avere così tanto, troppo, tempo libero da riempire mi ha spinto a riprendere in mano la matita. All’inizio è stata dura, ma mi ha aiutato tantissimo, un vero e proprio effetto terapeutico.
Ora non riesco più a immaginare la mia vita senza il disegno!

Lemmy Kilmister ♠️ © Sara Malini 
Ian Curtis © Sara Malini
Nei tuoi ritratti c’è molta attenzione ai dettagli. Come definiresti il tuo stile e che tecniche utilizzi per realizzare queste opere?
Direi che al momento i miei ritratti sono molto realisti, anche se la mia ambizione è di arrivare all’iperrealismo.
I miei primi disegni non presentavano così tanti dettagli. Poi ho scoperto lo stile iperrealista che all’inizio mi ha sorpreso e contemporaneamente mi ha lasciata perplessa. Mi sono chiesta: “Perché dovrei fare un ritratto che sembra una fotografia, quando posso semplicemente fare uno scatto del soggetto?”. Ma piano piano ho cambiato idea. Non posso parlare per tutti gli artisti che hanno imboccato questa strada, ma per quanto mi riguarda trovo che l’iperrealismo mi permetta di conoscere meglio il personaggio che sto ritraendo, cogliendo sguardi o atteggiamenti particolari. Ho notato come il tempo e lo stile di vita vadano in qualche modo a marcare i volti delle persone: imperfezioni, cicatrici, rughe di espressione ci rendono unici. Sono come delle vere e proprie “impronte digitali” che raccontano la storia di ognuno di noi. Trovo tutto questo molto affascinante!
È un lavoro che solitamente mi impegna parecchie ore o perfino giorni: inizio tracciando le linee principali del viso e in seguito conferisco tridimensionalità aggiungendo strati su strati di grafite di diverse morbidezze che sfumo ripetutamente, per infine aggiungere i dettagli e i punti luce utilizzando gomme di consistenze e dimensioni differenti. Riportare su carta tutti questi elementi richiede molta pazienza e dedizione.

Gran parte dei soggetti sono musicisti rock. Come scegli il soggetto di un ritratto?
È vero! Sono una grande appassionata di questo genere e delle sue varie sfaccettature fin dall’adolescenza. È inevitabile che spesso la scelta del soggetto ricada su musicisti rock perché sono personaggi con cui credo di sentire una certa affinità dopo tanti anni ad ascoltare la loro musica!
Ma ultimamente sono interessata anche alla loro vita e alla loro personalità, oltre che all’opera musicale. Ad esempio un paio di mesi fa ho ritratto Cristina Scabbia, frontwoman dei Lacuna Coil. Pur non conoscendo a fondo la loro discografia (devo assolutamente rimediare), la seguo sui principali social e posso dire che, oltre al grande talento, quello che traspare è l’immagine di una donna simpatica, autoironica e dagli interessi trasversali. Decisamente un personaggio non banale che mi ha colpito positivamente e quindi ho deciso di dedicarle un disegno.

Billy Corgan © Sara Malini 
Cristina Scabbia © Sara Malini
Si direbbe che la musica sia la principale ispirazione della tua arte, è così? Qual è la tua concezione di arte e musica?
Sicuramente la musica è una delle principali fonti di ispirazione, ma non è l’unica. Ad esempio adoro anche il cinema e infatti tra i miei soggetti preferiti ci sono attori e attrici. A volte l’idea di un ritratto arriva dopo aver visto un film più e più volte o perché sono rimasta impressionata dal personaggio di una storia o dalla bravura attoriale. In altri casi sono le scene o i frame di una pellicola a farmi desiderare di riportarli su carta.
Traggo ispirazione anche dall’arte e dalla letteratura: infatti mi sono divertita a ritrarre Salvador Dalí ed Edgar Allan Poe.
Non ho una concezione univoca di arte e musica. Ogni artista esprime le proprie emozioni e il proprio mondo interiore nel modo che ritiene migliore. Soprattutto per quanto riguarda l’arte mi piace imparare e conoscere quello che si cela dietro un’opera. Credo che spesso alla base di un rifiuto di un linguaggio artistico si nasconda solo un problema di incomprensione.
Invece per quanto riguarda la musica tendo a essere più selettiva perché collego questa forma d’arte al divertimento e al tempo libero. Quando scelgo la colonna sonora per una passeggiata o per la lettura preferisco optare per qualcosa che sia più affine con i miei gusti.

Steve McQueen © Sara Malini 
Lee Van Cleef © Sara Malini 
Salvador Dalì © Sara Malini
Abbiamo visto un nuovo approccio ai colori su bianco e nero che rende ancora più particolare il tuo lavoro. É una sperimentazione occasionale o hai intenzione di proseguire?
Nell’ultimo ritratto che ho realizzato, dedicato a David Bowie, è stata una sperimentazione dettata dall’esigenza di rendere il disegno più rappresentativo del soggetto. In realtà la prima prova di colore è stata con il ritratto di Cristina Scabbia, dove ho aggiunto il caratteristico make-up che utilizza durante i concerti: l’effetto mi è parso subito più completo e distintivo.
Tornando al Duca Bianco, ho scelto una sua iconica foto scattata in occasione dell’uscita dell’album Aladdin Sane. Il bellissimo trucco del fulmine rosso e blu dipinto sul suo volto non avrebbe avuto lo stesso colpo d’occhio in bianco e nero.
Il risultato mi ha soddisfatto e quindi non escludo di poter aggiungere un tocco di colore nei prossimi ritratti, ovviamente soggetto permettendo!
Su cosa stai lavorando adesso?
In questo momento sto pensando di ritrarre Johnny Cash. L’idea mi è venuta dopo aver visto il film dedicato alla sua storia intitolato Walk the Line con Joaquin Phoenix.
Non conosco a fondo la sua opera musicale, ma sono rimasta impressionata dalla sua vita travagliata e fuori dal comune. Inoltre è stato un artista eclettico: conosciuto principalmente per la musica country, non ha mancato di sperimentare anche il rock, il blues, il folk e il gospel! Un musicista davvero poliedrico.
Il suo ritratto sarà rigorosamente in bianco e nero perché, dal mio punto di vista, “The Man in Black” non potrebbe essere rappresentato diversamente.
Grazie
Grazie a te e a tutto lo staff di Tabloud!








