Il Pensiero Si Fa Colore: Intervista con Mauze

La Pineale © Mauze

Mentre attraversavo la pineta con la mia bicicletta, tra il profumo di resine e pinoli, un jukebox anni Ottanta suonava Centro di gravità permanente e ne sono rimasto rapito per sempre.

Mauze

In questo incontro conosceremo l’universo artistico di Mauze AKA Maurizio Zerini, dove il pensiero (insieme alla musica) si fa colore…

Ti consigliamo di leggere l’intervista mentre ascolti la playlist che trovi a fondo pagina.

Ciao Maurizio, ci vuoi raccontare come è avvenuto il tuo incontro con la pittura e le arti visive?
Pensando alle origini della mia avventura artistica, ritengo che sia una dote innata. Fin da bambino riuscivo a stupire gli adulti per i miei disegni che rappresentavano battaglie storiche, ho un ricordo vivido di soldati Egizi e Romani. Da ragazzo, un mio vicino di casa ci portava a far vedere le sue opere e rimanevo estasiato per il suo viso, sospeso in uno stato di benessere per ciò che aveva creato e trasmesso di sé. Tutto questo si è incastonato in un periodo di ricerca interiore e spirituale, che è passato attraverso ricerche ed esperienze personali. Tutto questa energia interiore si è poi riversata in disegni, quadri e fumetti per una rivista locale e bozzetti di carri del carnevale che vi mostro. Il percorso artistico non si è fermato solo alla pittura, ma ha abbracciato anche il modellismo a 360° come amo definire. Dopo un brutto periodo di trasformazione e cambiamento della mia vita, durato oltre cinque anni, dove ho coltivato l’amore per l’arte attraverso libri, musei e dimore storiche artistiche, ho ricominciato ad esprimere il mio “Io” con un quadro che ho recentemente pubblicato “La Pineale” che riassume le mie ricerche sulla “casa” dell’anima.

Come definiresti il tuo stile?
Allegorico – Surreale a tratti Naif.

Nelle tue opere c’è un forte simbolismo e in molte ci sei anche tu raffigurato. Ti va di raccontarci questa particolarità?
Beh, è una lunga storia che cercherò di riassumere. Nei miei quadri che considero tutti miei figli, il pensiero si fa colore e ci sono pezzi della mia anima. L’Egitto e la sua storia oltre ad avere un’attrazione viscerale, sono un’altra componente di ricerca che ho sviluppato nel tempo, insieme alla ricerca spirituale e comprensione di varie religioni, con un legame unico con il Cristianesimo. Il richiamo nei testi e nelle musiche di Battiato a mondi e culture diverse dalla nostra, mi hanno spinto ad una ricerca interiore cercando di capire. La curiosità è il mio motore. Esiste una linea sottile “reale” di verità e vari punti di contatto tra le religioni. Oggi sto continuando a ricercare, ma con qualche consapevolezza in più rispetto al passato. Tutto questo diventa precipitato nei miei quadri dove cerco di rappresentare quello che vedo dell’uomo e della società attraverso la mia attuale (e non definitiva) consapevolezza. Alcune rappresentazioni di me stesso in chiave figurativa vanno di pari passo con quanto detto: pellegrino con le sue fragilità, lungo il proprio cammino di consapevolezza, alla ricerca dell’Uno al di sopra del bene e del male.

Quali sono le tematiche che preferisci e le fonti di ispirazione?
Lo scontro tra l’Ego e L’Amore, tra il Bene e il Male, tra la Luce e i Buio, e il viaggio ancestrale dell’anima. Da questo scontro universale, ancora attuale, deriva la storia dell’uomo e tutto quello che si manifesta nella nostra società. Le fonti sono variegate: da quanto sento nel mio animo, dai testi sacri e loro varie interpretazioni, alla ricerca delle fonti storiche dei vari gruppi di potere e loro trasformazione. È difficile per me elencare il ventaglio delle mie fonti da cui ho attinto, consapevole che la ricerca non è ancora finita e forse non finirà se non con la mia vita.

Tentazioni e desiderio © Mauze

Le opere che hai pubblicato su Tabloud sono ispirate dalla musica di Franco Battiato. Che rapporto c’è tra la tua arte e la musica, in particolare con quella del Maestro?
L’incontro con l’arte di Franco Battiato son un bel ricordo. Mentre attraversavo la pineta con la mia bicicletta, tra il profumo di resine e pinoli, un jukebox anni Ottanta suonava “Centro di gravità permanente” e ne sono rimasto rapito per sempre. Nel leggere i testi delle sue canzoni, mi sono incuriosito soprattutto a dove si si fa cenno ad altre religioni, alla reincarnazione e altri elementi di ricerca spirituale. Le sue arie arabe-orientali miste a cori di chiesa, mi hanno rievocato ricordi ancestrali. Ricordo che nei primi anni ne ero affascinato al punto da cercare con la radio sulle onde lunghe, echi di stazioni arabe con le loro musiche.
Il frutto dell’arte di “Francesco” Battiato, mi ha dato modo di ricercare e sperimentare, un lavoro d’innalzamento spirituale che, come dice il Maestro, deve portare ad essere pronti per il grande passo oltre il bardo.

San Francesco e il Sultano © Mauze

Quale altra musica o musicisti ti ispira a creare?
Amo oltre alla musica di Battiato, anche altri generi come il Rock, che fanno uscire la mia anima libera di motociclista, ma anche pop e in genere tutto quello che ti crea un’emozione e una gioia intima, compresa la musica classica e l’opera italiana e in particolare quella del Maestro Giacomo Puccini.

Su cosa stai lavorando adesso?
Dopo “la Pineale” intendo proseguire il viaggio nella mia arte, che sfugge alla tela, vibrazioni di colore accompagnate da vibrazioni musicali…No Time No Space…

No Time No Space © Mauze

Visita la pagina di Mauze su Tabloud.

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