
“Con la musica quando disegno non devo vendere un prodotto,ma cercare di dare emozioni di supporto a quelle che il brano già dona di suo.”
Mauro Moretti
Si può vedere la Musica?
Una risposta ce l’ha sicuramente l’illustratore e fumettista Mauro Moretti che abbiamo l’onore di avere tra i primi ospiti su Tabloud e di intervistare oggi sul Journal.
Mauro lavora da 30 anni nel campo dell’illustrazione ed è più che probabile essersi imbattuti in una sua creazione: dai giochi di ruolo, Risiko il più popolare, ai topolini di Parmareggio fino alla grafica per lo spot di TIM con la voce di Mina.
E la sua attività in campo musicale non è da meno, lo scopriremo insieme nell’intervista.
Mauro, come sei diventato illustratore?
Disegno da sempre. Come tutti i bambini avevo un sogno che riguardava il famoso “cosa farai da grande” e la mia risposta era disegnare fumetti e libri… così disegnavo sempre. Ricordo che la mia balia che mi teneva da piccolo ha ancora un mio album di disegni dove copiavo i personaggi di Topolino. Va da sé che poi mi sono iscritto a Brera e ho iniziato molto giovane a pubblicare. Prima su fanzine WOW e poi per la Mondadori sul mensile IL MAGO. A queste seguirono Il Corriere dei Piccoli, il Corrier Boy per Rizzoli e poi per la IT una azienda leader nella produzione di giochi da tavolo. Illustrai molti giochi da tavolo che uscirono in tutto il mondo. Ricordo addirittura un caso internazionale quando uscì il gioco Mafia in Germania, era un gioco buffissimo, ma il nome non aiutava. Poi disegnai un gioco che credo molti abbiano avuto per le mani, il RISIKO.

Nel frattempo coltivavo la mia seconda passione, la musica e iniziai a pensare a unire disegno e suono, e così nacque VEDERE LA MUSICA. Erano i primi anni 80 e ancora non si parlava di computer e video art ma io e un gruppo teatrale portammo in scena uno spettacolo che univa musica, ballo recitazione e Disegni che scorrevano su uno schermo con delle diapositive. Parliamo di preistoria.
Poi iniziai anche a collaborare con moltissime agenzie di pubblicità realizzando storyboard, illustrazioni e animatics.
Hai lavorato con Roberto Vecchioni e Andrea Pazienza nell’album “Hollywood Hollywood” del 1982. Che differenze ci sono tra lavoro nel campo della musica e quello dell’advertising?
Con Roberto Vecchioni collaborai dopo averlo conosciuto dopo un suo spettacolo, gli presentai lo spettacolo VEDERE LA MUSICA e gli proposi di realizzare un video a disegni per il suo disco in uscita Hollywood Holliwood. L’idea piacque molto al produttore Michelangelo Romano e in quel periodo Andrea Pazienza realizzava le copertine dei dischi di Vecchioni, così io disegnai due brani: Dentro gli Occhi e Profumo di Donna.
Bisogna sapere che ai tempi non esisteva Videomusic o MTV. Ricordo ancora lo scetticismo di alcuni discografici all’idea di unire immagini a musica. Comunque il video uscì e venne trasmesso durante una trasmissione di canale 5 Popcorn e poi in altre uscite promozionali di Vecchioni.
Ovviamente mi si chiese di cercare di rimanere in una linea grafica simile per quanto possibile ai disegni del grande Pazienza, non so se ci sono riuscito, ma mi impegnai molto per farlo. A chi vedrà il video, che si trova ancora su YouTube, la sentenza che spero benevola.
Il lavoro nella musica rimane per la mia parte molto più creativo che nell’advertising, dove visualizzo le idee dei creativi. Anche l’obiettivo è ovviamente diverso, con la musica quando disegno non devo vendere un prodotto, ma cercare di dare emozioni di supporto a quelle che il brano già dona di suo.
Diciamo che i tempi molto stretti della pubblicità però mi hanno aiutato molto nella velocità di disegno che poi mi ha permesso di creare VEDERE LA MUSICA, dove disegno a teatro su una tavoletta grafica l’illustrazione della canzone nel tempo esatto della canzone. Alla fine dello spettacolo ogni disegno viene cancellato. Sono emozioni che non sono replicabili, vivono in quell’istante, per chi era presente con il corpo e con l’animo.
Nel tuo canale YouTube ci sono molti video di brani disegnati in real time, come avviene la scelta di un brano da disegnare?
Nei miei canali mrMauromoretti e Mauro Moretti Vedere la Musica ci sono molti video che sono le prove in studio, diciamo così, di quelli che sono poi i brani che realizzo dal vivo a teatro. La scelta spesso è dettata dall’esistenza di un racconto nei testi della canzone.
Questo video è ad esempio durante uno spettacolo a Pegli su una canzone di Fabrizio de Andrè.
Un discorso a parte per le mie due collaborazioni con Giovanni dell’Olivo un bravissimo musicista Veneziano, lì sono opere teatrali di teatro canzone.
KOCISS storia di un bandito veneziano (teatro Goldoni a Venezia come una delle tappe più prestigiose) e ADDIO A ULISSE (locandina), in questo caso io disegnavo dal vivo sia i brani musicali che le scenografie della parti recitate.

Nel 2015 a Milano hai realizzato lo spettacolo “Vedere la Musica”. Quando è scattata la scintilla tra segno grafico e note?
Lo spettacolo, come ho detto prima, è la continuazione di quel primo esperimento nei primi anni ’80. L’avvento del computer e la possibilità di trasmettere live su uno schermo mentre disegno mi ha permesso di costriure lo spettacolo, che in realtà poi nasce in un piccolo spazio in Emilia e poi, visto che il pubblico apprezzava l’idea e si emozionava, ha girato un po’ Roma, Genova, Reggio Emilia, Firenze. Devo dire che il contatto con il pubblico che vedi emozionarsi è molto bello. Lo spettacolo poi è molto adatto a spazi piccoli per cui lo scambio di emozioni è palpabile… mi è capitato di vedere anche piangere dal’emozione a Fiesole, dove portai un brano per omaggiare il morti del ponte Morandi Genova.
Il mio ultimo lavoro è il video clip di un brano ancora di Giovanni dell’Olivo dal suo ultimo CD Memorie di Atlantide, il brano si intitola COME FATA BOSCHIVA e si trova su YouTube.
Nell’estate del 2020 a Genova si è tenuta la tua mostra In punta di Faber con 12 tue opere ispirate ad altrettante canzoni di Fabrizio de Andrè. Come è nata questa bellissima idea e come si è svolta la mostra?
Continuando il mescolamento di musica e disegno ecco fare il percorso inverso, quasi, rispetto a VEDERE LA MUSICA. Qui realizzai, come le chiamo io, delle Cover a Disegno, dove racconto in un quadro una canzone, nel caso della mostra IN PUNTA DI FABER scelsi canzoni di Fabrizio de Andrè che secondo me si prestavano molto a questo primissimo esperimento, devo dire andato molto bene visto che la mostra è rimasta a Genova per oltre due mesi e che ha in previsione date a Albenga (SV) a Novazzano in Svizzera e nell’hinterland di Milano
Sono ovviamente aperto a possibili altri luoghi se ci fossero proposte…

Che tipo di musica o musicisti ti ispira in questo periodo?
Non ho particolari generi, diciamo che ho una certa età per cui non mi emozionano perticolarmente il rap e la trap e robe così ahahahah… Mi piacciono sempre i cantautori italiani e adoravo il progress che ascolto sempre volentieri.
Gianni Maroccolo ha detto: “Unendo più forme artistiche, la meraviglia aumenta”, sei d’accordo questa affermazione?
Assolutamente si, alla fine è il bello di fare questo lavoro, dare meraviglia e se poi si riesce a trovare collaborazioni alle idee e unire emozioni è veramente bello.
Grazie Mauro di questa bella chiacchierata.
Grazie a Voi.
Trovate Mauro sul suo profilo personale Facebook , sulle sue pagine Segni Di-segni e Vedere la Musica, su Instagram e naturalmente su Tabloud (appena la piattaforma sarà pubblica).