Raccontare con il Ritratto: Intervista con Saro Curcio

Credo che ogni essere umano nasca con la necessità di esprimere il proprio mondo interiore: lo fa con la parola, la musica, il disegno, la pittura, etc…

Saro Curcio

Nell’intervista di oggi conosciamo meglio Saro Curcio, pittore, fumettista e grafico con collaborazioni prestigiose e una predilezione per il ritratto come strumento di conoscenza.

Saro, ti va di raccontarci come è avvenuto il tuo incontro con la pittura, il fumetto e la grafica?

Credo che ogni essere umano nasca con la necessità di esprimere il proprio mondo interiore: lo fa con la parola, la musica, il disegno, la pittura, etc…
Disegno e dipingo da sempre e il mio modo di rappresentare le emozioni è stato influenzato dalle letture giovanili, soprattutto quella del “Corriere dei Piccoli”, illustrato fra l’altro da maestri come Toppi, Molino e Pratt. La mia arte pittorica e grafica, tendenzialmente iperrealista, è centrata sulla rappresentazione della “figura umana” con una predilezione per i ritratti.
Negli anni ‘80, ho realizzato fumetti storico-politici, pubblicati sulla rivista “La Città Futura” e successivamente su “Eureka”. Nell’81 ho collaborato, per un breve periodo, con Giuseppe Tornatore, disegnando fumetti satirici che sono stati animati e doppiati su Rai 3 nella serie di trasmissioni “Occhio aperto sulla regione”. Negli anni ’90 il mio interesse si è spostato verso la cartellonistica e ho realizzato alcune copertine di libri, attività che ancora mi appassiona.

Qual è il tuo processo creativo?

Il processo mio creativo scaturisce da elementi che possono essere i più disparati: un filmato, una lettura, un brano musicale, una istanza sociale… Questi generano in me l’esigenza della rappresentazione grafico-pittorica a cui segue la creazione mentale dell’immagine da realizzare.
Segue la ricerca del materiale da supporto (pose dei modelli, ricerche dei costumi e/o immagini dei soggetti da ritrarre). Realizzo un bozzetto a matita e decido tecnica, pittorica o grafica da utilizzare. A questo punto l’atto finale del processo, “la realizzazione creativa”, mi assorbe per giorni, fino al suo completamento.

SERIE ETNICA – Famiglia Curda © Saro Curcio
Alcune tue opere sono raggruppate intorno a un tema comune. Sono ritratti di persone, spesso donne, che hanno fatto la storia, come in For The Peace e Divine o che raccontano una realtà come in Serie Etnica. Queste opere nascono anche dal desiderio di voler conoscere meglio una persona o una realtà attraverso il ritratto?

È proprio questa la motivazione che mi porta a prediligere i ritratti: approfondire la conoscenza di una personalità più o meno celebre, di una realtà sociale, culturale, di un periodo storico. “For the Peace”, “Divine” e “Serie Etnica” assieme a “Interpretazioni”, “Intima bellezza” e “Donne di Carta” fanno parte di una collezione: “Fémina” che è sì un omaggio alle donne ma che esprime anche un mio bisogno-desiderio di addentrarmi nei meandri dell’universo femminile e nelle infinite sfumature di cui è ricco.
Le “mie” donne desiderano semplicemente affermare la loro personalità, la loro identità e lo fanno in diversi modi: trasgredendo le regole di una società che le vorrebbe in un contesto più convenzionale (Interpretazioni, 2016); oltrepassando la bellezza ideale (Intima Bellezza, 2017); affermando la loro forza e la loro sensualità nel mondo del fumetto (Donne di Carta, 2017) e in quello cinematografico (Divine, 2017); affrontando una società violenta ed esasperatamente iniqua schierandosi attivamente per la pace e i diritti umani (For the Peace, 2018); rifiutandosi di adeguarsi alle dinamiche di una culturale di massificazione tipiche di una economia globalizzata (Serie Etnica, 1998-2018).

Su Tabloud hai pubblicato i ritratti di 3 grandissimi della musica Italiana: Dalla, Faber e Battiato. Che cosa ti lega a questi musicisti?

Questi artisti, insieme a De Gregori, Gaber, Guccini ed altri “grandi” sono i cantautori che hanno segnato la mia vita, la mia crescita e la mia maturazione culturale, politica e sociale. Attraverso le loro note e i loro versi è cresciuta in me una parte di quella consapevolezza e di quella sensibilità che è poi presente nelle mie opere.

Quale altra musica o musicisti ti ispira a creare?

Anche se non prediligo un genere in particolare, amo ascoltare tutta la musica; mi emozionano giovani autori o vecchi brani, musica italiana o internazionale… a volte basta un verso o una melodia per far scaturire quel momento creativo da cui poi prendono corpo i miei lavori.

Su cosa stai lavorando adesso?

“Fémina” è un progetto al quale tengo molto, è sempre in progress e continua ad appassionarmi; a credo, comunque, di non aver concluso il progetto legato ai grandi cantautori della musica italiana.

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