Le Metafore Visive di Dario Licata

Dario Licata

In questa intervista conosciamo meglio Dario Licata, illustratore dallo stile molto particolare e poetico e autore di alcune “canzoni illustrate” su Tabloud.

La musica è una parte importante del processo creativo. Da un brano o , a volte, da un verso specifico del brano stesso, può nascere un’idea che man mano prende forma sino a diventare un’illustrazione.

Dario Licata
Ciao Dario, qual è il tuo percorso artistico?

La passione per il disegno nasce da quando ne ho memoria: è stata sempre una passione, da quando ero piccolo. Sono un Account Manager e lavoro per un’agenzia pubblicitaria. Professionalmente mi trovo, quindi, “dall’altra parte del processo creativo”, concedetemi l’espressione. Ciò è, per me, un vantaggio perché mi permette di vedere le cose da più punti di vista. E’ una commistione singolare, account di professione, illustratore per passione.

Nelle tue opere c’è molta poesia. Come definiresti il tuo stile e quali sono le tecniche che utilizzi?

Sicuramente lo stile è in continua evoluzione e il cambiamento fa parte di ogni cosa.
Ho iniziato su un taccuino, semplicemente con matita e carboncini. Inizialmente i miei disegni erano rigorosamente in bianco e nero. Ho poi scoperto i colori ad acqua e dopo ancora il disegno in digitale che mi ha appassiona ogni giorno di più.
Credo che esistano emozioni facili da sentire ma difficili da spiegare. Molti vedono nelle mie illustrazioni atmosfere sognanti, a volte surreali. Cerco sempre di raccontare una storia attraverso una metafora visiva. Il modo più naturale di farlo è, per me, attraverso il disegno.

Il personaggio spesso presente all’interno delle tue opere è il tuo alter ego o il tuo modo di rappresentare la figura umana?

E’ una bellissima domanda. A volte è una persona per me importante e così è nato, in realtà; altre volte è veramente il mio alter ego, altre volte ancora la natura umana. Non rappresenta quello che vedo o sento ma rappresenta quello che provo. È difficile da spiegare, ma non riuscirei a disegnare nient’altro se non lui. È come se i miei disegni siano il suo diario.

Nelle opere che hai pubblicato su Tabloud, c’è sempre un richiamo a un brano in particolare. Ti va di raccontarci come nascono queste canzoni illustrate?

Tendenzialmente sono più legato a un brano che al musicista in sé; è evidente nelle opere che pubblico su Tabloud. La musica è una parte importante del processo creativo. Da un brano o , a volte, da un verso specifico del brano stesso, può nascere un’idea che man mano prende forma sino a diventare un’illustrazione. Quando disegno ho già bene in mente quello che voglio realizzare. Nella realizzazione dell’opera, però, il silenzio è per me fondamentale; è come se la musica sia il punto di partenza di un’ idea che prende forma. Quando la forma è definita, la musica può fermarsi e può nascere l’illustrazione.
La scelta di un brano è legata quasi sempre anche al videoclip. Mi colpisce spesso un frame specifico che dura anche pochi secondi. Cerco di cogliere l’essenza di quel preciso momento.

Sembri essere particolarmente ispirato dai cantautori italiani, è così? Qual è la tua concezione di arte e musica?

È verissimo; amo molti cantautori italiani e, in generale, sono quelli che ispirano maggiormente le mie opere. Mi piacerebbe realizzare una raccolta sulla discografia di De Gregori. E’ un progetto a cui penso da un po’ e che spero di portare a termine. In generale credo che l’arte sia in primis istinto, impulso verso qualcosa di irrinunciabile che ci estranea dalla quotidianità. Per la musica vale lo stesso discorso.

Su cosa stai lavorando adesso?

Ho iniziato una collaborazione con una realtà che si occupa di fare cultura sulla salute mentale, per rendere accessibili le terapie. Esistono molte barriere, oggi, come la diffidenza, lo stigma e il contesto sociale. E’ bellissimo pensare di contribuire, nel mio piccolo, a una sfida così grande.

Grazie

Grazie di cuore a voi, ci si vede qui su Tabloud.

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